25 febbraio 2013

Val Tanaro on ice

Cielo grigio, -6 al col di nava, forte vento da nord ,  neve  che corre orizzontale e zero visibilità. Oggi di sciare non se ne parla proprio. E’ una di quelle giornate in cui o si sta a metter legna nella stufa, o ci si butta a testa bassa nell’inverno, giocando con il freddo e con quello che ci offre.

Con noi oggi c’è anche Carlino, (Carlo Giuliberti) , 24 anni, bravissimo arrampicatore che  quest’anno ha deciso di imbracciare le picozze e dedicarsi un po’ al ghiaccio.

Un giro di ronda  sulla strada per viozene, a sbinocolare un paio di cascate ed una candela,  un po’ troppo effimera,  alla rocca rossa, per poi decidere di andare al Velo di Ormea, una tra le più belle cascate della valle e normalmente anche tra le più comode.

 Visto l'innevamento però,quest'oggi  invece che passare   dalla frazione di Alpisella proviamo a passare dal colle di Caprauna, evitando così un po’ di dislivello in neve fonda.  Dopo poco però   ci troviamo a vagare come ubriachi nei boschi , nel bianco della tormenta,   in mezzo ad un versante pieno  di falesie, cenge canali senza riuscire ad avvistare la  cascata. Traversa a destra , poi a sinistra, sali un saltino di rocce, poi  finalmente per un attimo il tempo si alza  e ci lascia intravedere il velo, c’eravamo appena  passati sotto. Vatti a fidare dei locals…

 

La cascata  è più magra rispetto alle nostre aspettative, ed anche l’idea di attrezzare una partenza dry per raggiungere le candele a destra per oggi è da lasciar stare.

 

Carlino si lega in testa e  ci fa salire alla prima sosta alla base del salto. Già che  abbiamo con noi il trapano rinforziamo con  fix e maillon   il  vecchio spit da 8 mm.

Il giovane si prepara e va alla volta della candela che da accesso ai muri superiori.

Da vicino appare veramente esigua ,  anche qui optiamo per l’aggiunta di un fix a sinistra , così da proteggersi adeguatamente.

Carlino  si muove come un orologiaio e delicatamente esce sul  ghiaccio più solido. Dopo le uscite  di quest’inverno ha evidentemente preso una bella confidenza con gli attrezzi  ed ora sta riportando  sul ghiaccio tutto il suo bagaglio tecnico maturato con gli anni di arrampicata.

Chapeau!!  

Con un tiro più facile ci recupera in cima schiaffeggiati dal vento  e con una doppia da 60 ci buttiamo rapidamente giù.

 

Freeeeeddo!!!!!

 Alla macchina arriviamo piuttosto provati dopo questa giornata in tipico stile Val tanaro e ci rinfranca l’ospitalità di Matteo (Pino ) al suo B&B giù a Cantarana , legno caldo, birra fresca, ed una serata tra amici. perfect!     

 

 

Domenica siamo propensi ad una giornata “plasir” e ci spingiamo ad  Upega a vedere  la cascata delle fascette (Gola profonda sulle guide.)

Anche qui la candela di partenza è molto scarna e quando arriviamo,   il ghiaccio appare  stranamente piuttosto cotto e cola molto .

Sistemiamo un paio di fix a sinistra, così da rendere la cascata salibile anche in condizioni mediocri, visto anche  che qui in valle è una  delle poche cascate  comode e di frequente formazione.

Purtroppo non avevamo con noi la macchina foto per cui allego solamente uno scatto dei primi giorni di dicembre. Le condizioni (a parte quelle dell’innevamento allora inesistente) non sono comunque molto dissimili.

Questa cascata, seppur piuttosto corta, resta comunque una bella linea che offre un' arrampicata di soddisfazione,  con un breve e comodo avvicinamento.

 

 

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