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18 febbraio 2013

Saccarello Cresta sud


Il termometro continua a scendere, questa mattina segnava -13, e la neve prima scaldata nei giorni scorsi ora è veramente cemento.

Queste condizioni , se non sono il top x lo sci, aprono invece nuovi terreni di gioco per le uscite con picozze e ramponi.

Da un po di giorni , affacciandoci dal redentore giu verso la valle argentina, ci troviamo a disegnare con lo sguardo  nuove linee di salita sul roccioso versante sud, a picco sull’abitato di verdeggia.

Si tratta di un versante molto articolato, che alterna grandi  bastionate rocciose di pessima qualità a profondi canaloni e creste sinuose. Un versante normalmente repellente, ma che ora , grazie a questa neve incollata e cementata dall’alternarsi del caldo e poi di freddo  polare, diventa un nuovo ed inconsueto parco giochi.

Così lasciati gli sci al redentore , imbragati e calzati i ramponi, scendiamo verso sud da un ripido canale al colle del saccarello.

In pieno terreno da camosci traversiamo fino a vedere il redentore sopra le nostre teste, individuando quello che dovrebbe essere il nostro itinerario di salita.

L’idea è di raggiungere una bella cresta aerea che porta sui pendii proprio sotto la cresta del redentore.

La raggiungiamo per una serie di canali, con poca neve, un po di terra gelata e roccette.

la cresta è molto aerea e l’ambiente è super, per noi in più il gusto di metter piede in  un posto dove raramente capita di poter andare, e molto spesso invece guardiamo dall’alto.

 

la cresta muore in un vago canale sotto i pendii finali , dove un po’ di roccette ci permettono di scalare un po’ verso la cornice sommitale.

Uno sguardo dall’alto al  versante sud del saccarello, con la parte alta della cresta appena salita.

e una visita a marco , di vedetta in cima al plateau , per cambiarci al caldo della stufa e via giù in sci fino a monesi, per una birra alla vecchia partenza, buon finale per una super giornata di avventure nostrane.